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Come diventare Personal Trainer, Movement Coach, Istruttore di Fitness

Molti di voi mi hanno chiesto come si faccia a diventare movement coach e quali certificazioni bisognerebbe prendere.

Ne approfitto a questo punto per riallacciarmi a un discorso più ampio, cioè come diventare personal trainer e/o istruttori di fitness.

Innanzi tutto, in italia questi lavori sono libera professione, quindi per esercitarli basta aprire la partita iva. E non ascoltare la leggenda urbana secondo cui sotto I cinquemila euro non devi aprirla. Non so chi metta in giro certe stronzate, ma la verità è che la partita iva va aperta quando sussiste un’attività lavorativa continuata e abituale…

Quindi, in parole povere, guadagnate 100 euro l’anno facendo corsi di yoga psichedelico? Dovete aprire la partita iva. Vi pubblicizzate come personal trainer e avete dei clienti? Dovete aprire la partita iva. Quest’anno vi è capitato dal nulla di fare un, e uno solo, workshop e guadagnare 5001 euro? Non dovete aprire la partita iva.

C’è un altro caso in cui non è necessaria la partita iva, cioè il contratto di collaborazione sportiva, di cui ti parlerò brevemente dopo.

Ma quindi, stai dicendo che uno potrebbe svegliarsi la mattina, e decidere di insegnare movement, risveglio muscolare, yoga o twerking? Esatto, proprio così.

(ironia on) È per questo che più che nella formazione, vi conviene investire nel marketing, se volete avere successo.

(ironia off) Non vi servono certificazioni per lavorare.

Quindi, se a questo punto sei ancora intenzionato a volere prendere un pezzo di carta, a mio avviso quello che devi valutare è la validità delle informazioni e della pratica che troverai nei vari corsi.

E, a questo punto, potrebbe anche non interessarti avere un pezzo di carta. La tattica migliore sarebbe quella di seguire un insegnante valido e che sentite affine, indipendentemente se rilascia attestati o no.

Oltretutto, ti svelo un segreto, non interessa a nessuno che certificazioni hai conseguito, a meno che non sei con gli idoli del momento, che raramente, e giustamente, rilasciano attestati.

Per esempio, se vuoi ricevere la qualifica di studente di Ido Portal, ti devi fare un mazzo tanto e spendere qualche decina di migliaia di euro. E anche così, giustamente, non è detto che riuscirai a entrare nella crew dei suoi studenti stretti.

E per parlare di un fenomeno tutto italiano, no, chi segue il coaching online di Ido Portal e ha fatto qualche seminario, non è un suo studente.

Fino a qualche tempo fa andava forte questa pratica qui da noi, di mettersi studente di Ido Portal come qualifica. Ce ne sono vari che lo facevano e lo fanno.

Uno che usa il titolo “studente di ido portal” vuol dire che è nel circolo interno ed è autorizzato da Ido a insegnare il suo metodo.

Di italiani per esempio abbiamo Marcello Palozzo, di cui vi consiglio di andare a vedere il lavoro che è molto interessante.

Insomma, non basta essere un misto fra un verticalista e un calistenico riciclato che si è fatto fare le schede online dal team di Ido.

Detto questo, vi siete fatti la sbatta di seguire Ido e/o i suoi studenti per anni? Probabilmente avrete del buon materiale per insegnare.

Quando uno decide di aprire un corso, di diventare insegnante di un qualcosa, non conta solo la sua esperienza diretta nella materia, ma anche quella nell’insegnare in sé per sé.

E, per diventare buoni insegnanti, va fatto tutto un lavoro di studio apposito.

Non sempre un atleta è un buon insegnante, e viceversa. Certo, l’ideale sarebbe essere allo stesso tempo buoni atleti e buoni insegnanti, ma le due cose non sono per forza correlate.

Tornando nello specifico, il business delle certificazioni è uno dei più remunerativi nel campo del fitness. Informati bene sulla qualità di quest’ultime.

Molto spesso, sono ben più validi workshop, seminari e intensivi che non rilasciano certificazione alcuna. Troppo spesso invece i corsi dove si rilasciano certificazioni da istruttore sono approssimati e buttati lì.

Paghi per avere il pezzo di carta.

Certo, non tutti sono così. Alcuni sono veramente pensati per insegnarti a insegnare, quindi non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, ma sempre valutare caso per caso e persona per persona.

Spesso purtroppo succede anche che, all’interno di una stessa organizzazione ci siano persone più o meno preparate e oneste. Insomma, potrebbe capitare che lo stesso identico corso se tenuto da X sia valido e invece motlo meno se tenuto da Y.

Il mio consiglio è, se vuoi intraprendere la strada dell’insegnamento, di studiare, studiare, studiare e di cogliere ogni occasione per praticare. Di seguire le persone e gli insegnanti che ti trasmettono qualcosa, e che sono veramente preparati. Persone che veramente, usando un’espressione inglese “talk the talk and walk the walk”, cioè che fanno quello che dicono.

Troppo spesso il nostro ambiente è pieno di “trainer” e “coach” fra virgolette che sono lì solo perché abili markettari, chiacchieroni, e arrampicatori.

Cerca la sostanza, e non l’apparenza. Studia, in modo da poter riconoscere chi sia veramente preparato e chi no, e cerca di conoscerli di persona, per toccare con mano quale sia il loro valore reale.

Insomma, se hai una partita iva, puoi legalmente insegnare praticamente tutto nell’ambito del fitness. Quindi sta a te prenderti la responsabilità di formarti in maniera adeguata a quello che vorrai fare.

E, in questo caso, i pezzi di carta non contano.

Detto questo, ci sono dei casi speciali. Non hai la partita iva e vuoi lavorare sotto un’asd o ssd? In questo caso potresti usufruire del contratto di collaborazione sportiva. Questo contratto non ti dà nessuna copertura e nessun diritto, praticamente come la partita iva, ma almeno entro i 10.000 euro non devi pagare tasse.

Ecco, in questo caso l’associazione ti potrebbe chiedere un certificato rilasciato da un ente di promozione sportiva affiliata al coni. In questo caso, fatti semplicemente dire da quale associazione lo vogliono, esegui e pace così.

Non apro qui il discorso sul coni, gli enti di promozione sportiva e le asd perché ci sarebbe molto da dire… E niente di bello…

Ecco, una menzione speciale va alla laurea in scienze motorie. Con quella, oltre ad avere una base teorica decente nelle materie scientifiche che ti potrebbero servire, burocraticamente sei a posto.

Ma non aspettarti assolutamente che uscito da quella, che sia triennale o specialistica, saprai insegnare…

Spero che il video ti sia stato utile, se vuoi chiarimenti o altre info specifiche scrivi pure nei commenti, sono più che felice di risponderti.

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