impronte motorie individuali

Uno studio recente indica la possibilità che ognuno di noi abbia la sua propria “impronta motoria” individuale.

Finora era risaputo che ognuno di noi utilizza diverse strategie motorie e che le persone mostrano stili motori differenti.

Tuttavia, l’esistenza di diversi pattern di attivazione non provava anche l’esistenza di una vera e propria impronta individuale di attivazione muscolare. Impronta (o firma) individuale implica che i pattern di attivazione di ogni singolo individuo siano caratteristiche uniche attraverso le quali esso possa essere identificato e differenziato.

In pratica, se questo studio fosse confermato, sarebbe provata l’esistenza di pattern motori stabili che sono unici in ognuno di noi e che ci differenziano dagli altri 6 miliardi di persone che vivono sul pianeta. Un’impronta motoria differente per ogni singolo essere umano.

Interessante notare come quest’impronta sia data in particolare dai muscoli sinergisti in ogni dato movimento. Ovvero, per esempio nella pedalata, i pattern di attivazione del quadricipite (in questo caso “motore” primario) sono praticamente uguali in tutti i soggetti. Dove abbiamo una varianza estremamente elevata è invece nei pattern di attivazione dei “secondari”, come nel caso del pedalare il gastrocnemio mediale e quello laterale.

Teorie Del Controllo Motorio

Le origini di queste differenze individuali non sono chiare, ma possono comunque essere discusse basandosi sulle attuali teorie del controllo motorio. Come sempre è bene tenere in mente la differenza fra causazione e correlazione e come sia spesso difficile discernere fra le due, soprattutto quando i dati a disposizione sono minimi.

La optimal feedback control theory sostiene che i pattern motori vengono selezionati in maniera da ottimizare il costo energetico o di attivazione. In questo caso, ogni individuo ottimizzerebbe i suoi movimenti utilizzando i pattern migliori di attivazione motoria a sua disposizione, sulla base dei suoi limiti meccanici e/o neurali.

La “good-enough” theory propone invece che le reti sensomotorie si adattino gradualmente per produrre movimenti che siano “buoni abbastanza” in modo da portare a termine un dato compito, attraverso un processo di trial and error. In questa ipotesi gli individui svilupperebbero strategie d’attivazione differenti attraverso l’esplorazione motoria, l’esperienza e l’allenamento.

Infine alcune di queste strategie potrebbero essere innate. Per esempio nei neonati è stata trovata variabilità interindividuale nelle sinergie muscolari durante il riflesso di marcia.

È provato quanto anche una piccola differenza nel livello di attivazione possa avere un effetto importante sul movimento. Sarebbe quindi possibile che ogni impronta motoria individuale abbia un effetto specifico sull’apparato muscolo scheletrico. Se così fosse, la scoperta di queste “impronte” avrebbe un ruolo importantissimo nella previsione e nella prevenzione degli infortuni.

Apprendimento Automatico e Riconoscimento dei Pattern

Questa scoperta (che comunque per essere confermata avrà bisogno di ulteriori e più numerosi studi) è stata possibile grazie all’utilizzo dell’apprendimento automatico, e in particolare di una macchina a vettori di supporto. In pratica, un algoritmo è stato in grado di identificare con percentuali estremamente elevate di successo ogni soggetto parte dell’esperimento analizzando il suo movimento.

A parte le implicazioni controverse e critiche sul possibile utilizzo di questa scoperta in ambito di identificazione e controllo, questo pare dimostrare che appunto esista un’impronta motoria che è un vero e proprio identificatore biometrico, al pari delle impronte digitali, della voce e dell’iride.

In tutto questo mi torna in mente il lavoro di Foucault, e le sue riflessioni sulla disciplina, che si preoccupa degli aspetti più minuti e precisi del corpo di una persona, allo scopo di creare “corpi docili” che funzionino all’interno di un dato sistema.

Per far questo l’istituzione disciplinare ha bisogno di osservare e registrare ininterrottamente i corpi che controlla e poi di assicurarsi che la disciplina venga interiorizzata individualmente da questi ultimi.

Qui lo studio: https://www.physiology.org/doi/full/10.1152/japplphysiol.01101.2018

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Andrea Bonaposta P.iva 02646770418

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