Al giorno d’oggi viviamo in un mondo sommerso dal rumore. E non mi riferisco soltanto al fenomeno fisico di un insieme di suoni, più o meno fastidiosi, in sottofondo.

Questo tipo di rumore può influenzare profondamente la nostra pratica, spesso in maniera negativa.

Ma andiamo con ordine.

Segnale e Rumore

Nella statistica si descrivono i risultati di misurazioni di diverso tipo. Questi risultati sono composti dal segnale e dal rumore.

Risultato = Segnale + Rumore

Ci tengo a precisare che, anche se parte dalle definizioni fornite dalla statistica, il mio approccio amplia un po’ soprattutto il concetto di rumore.

Il segnale è ciò a cui vogliamo arrivare, quello che vogliamo capire e trovare. Si trova all’interno di un sistema deterministico, in cui una stessa configurazione iniziale darà sempre lo stesso risultato finale. In altre parole, su una data condizione di partenza, usando gli stessi input si otterrà sempre lo stesso output.

Il rumore è la variabilità non voluta. È di due tipi: quello interiore, cioè interno al soggetto, e quello sistemico, cioè proveniente da fonti e fattori esterni. È tutto ciò che può influenzare e far variare il risultato, quindi in potenza qualsiasi cosa nell’universo può essere rumore. In pratica è la somma delle innumerevoli forze casuali che possono influenzare il risultato fino a impedirne la corretta comprensione.

Il rumore sistemico nella pratica di Movimento

By Paul Keller

Oggi la fonte di rumore a mio avviso più assordante è data dai social network.

Non è l’unica naturalmente, ma è quella che sta diventando preponderante.

Purtroppo ormai ogni cosa è sommersa dall’apparenza e dalla superficialità che rendono più semplice markettare una pratica o un prodotto al maggior numero possibile di persone.

Nessun settore ne è esente. Addirittura negli sport e nella danza stiamo assistendo a cambiamenti (non sempre positivi) dovuti alle dinamiche social.

Succede che atleti pur dai modesti risultati ottengano grandi sponsorizzazioni in virtù del loro maggior numero di follower su Instagram mentre atleti ben più performanti ma meno social siano costretti magari ad avere un secondo lavoro.

Succede che alle audizioni per uno spettacolo i performer vengano selezionati in base al numero di follower dei loro profili online, e non per le loro effettive capacità.

Tornando a quello che più ci interessa in questo momento: i social hanno bisogno di contenuti veloci, semplici e d’impatto. E sono uno dei canali attraverso cui gli insegnanti, o aspiranti tali, possono guadagnare soldi e clienti.

E, no, mi dispiace ma metterci banali aforismi e frasi motivazionali o riflessioni pseudo-profonde non li rende contenuti validi.

Purtroppo questo tende a influenzare le pratiche di movimento dei mover di tutto il mondo.

Fatti un giro su Instagram fra gli hashtag collegati al Movement come #movementculture #movementtraining etc e vedrai un proliferare di verticali monobraccio, performance da circo, elementi da gare di calisthenics e acrobazie varie prese da danza o da arti marziali (non ho nulla contro nessuna delle discipline qui citate).

Ora il punto non è che tutte queste cose non abbiano un posto nel Movement Training, perché volendo ognuna di queste lo ha.

Il punto è che però ciò che segnalano i social a una persona che dovesse approcciarsi al Movement è che il fine di questa pratica sembrerebbe essere la verticale monobraccio, o qualsiasi altro party trick dei sopracitati a seconda delle preferenze personali.

Ed ecco che, quando un mezzo viene scambiato per un fine, tutta la pratica deraglia. Quando un elemento che è solo una parte, come può esserlo una parola all’interno della frase, viene scambiato per il tutto (e consuma gran parte del nostro tempo e delle nostre energie) il segnale si perde totalmente.

E con esso il senso della pratica.

Il rumore interiore nella pratica di Movimento

Questa immagine dà una buona idea di quante minchiate possiamo avere in testa

L’umore che ti porti dietro quel giorno. Come hai dormito la notte prima. La mancanza di voglia. I pensieri sul lavoro, sugli impegni inderogabili. Una discussione che hai avuto in precedenza. Il paragonarti agli altri. Il senso di inadeguatezza e così via…

Tutto ciò che “increspa” la tua mente può essere considerato come rumore interiore.

Questi turbamenti possono influenzare, direttamente e indirettamente e in maniera più o meno subdola, la tua pratica dai singoli allenamenti al macrociclo.

Sono elementi più complessi rispetto a quelli che compongono il rumore sistemico, in quanto legati strettamente a noi stessi e alla nostra interiorità, e allo stesso tempo possono essere influenzati e in parte scatenati anche da quest’ultimo.

Sono fra i motivi per cui ogni sessione di allenamento, anche se strutturata in maniera identica alla precedente, può dare sensazioni e risultati molto differenti.

Pensa alla differenza di sensazione fra una sessione in cui sei totalmente nel flow, consapevole e focalizzato, e una invece in cui proprio ti manca la voglia, la tua attenzione vaga su tutto tranne che sugli esercizi che stai eseguendo. Nel secondo caso molto probabilmente il tuo rumore interiore è tale da sovrastare tutto il resto.

Non tutta la casualità è rumore

Questa, soprattutto nella pratica del Movement è una considerazione molto importante da fare. A differenza di altre discipline noi abbracciamo la casualità ed esploriamo il caso.

Ricercare immergendosi nel caso, quindi improvvisando, inserendosi in contesti non controllabili, l’usare come guida le emozioni del momento muovendosi in maniera non programmata è una delle componenti fondamentali e distintive del Movement.

È quindi necessario non cadere nella trappola di confondere questo tipo di ricerca, che ha come obiettivo proprio lo scoprire segnali di vario tipo, con il rumore.

Naturalmente, dobbiamo stare attenti anche al contrario, cioè al non rendere questo tipo di ricerca totalizzante sulla nostra pratica.

Nella pratica di Movimento camminiamo sul confine fra arte e scienza, e dobbiamo stare attenti a che nessuna delle due prenda troppo il sopravvento sull’altra.

Questo è un argomento molto ampio, e non ho esaurito tutte le varie considerazioni che si possono fare, come non ho fornito soluzioni pratiche, a parte il prenderne intanto coscienza. I primi contenuti della newsletter saranno dedicati ad ampliare la casistica e a fornire qualche soluzione più pratica, se sei interessato a questo tipo di approfondimenti, iscriviti!


Gambe Forti e Flessibili - Protocollo di Allenamento
Andrea

Sempre alla ricerca di nuove scoperte nel campo del movimento.


Analizzo. Pratico. Vago nei boschi e nelle metropoli.


Coach, mover, nerd.

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